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giovedì 15 settembre 2016

Sarà installato al CINECA di Bologna il supercomputer del CNR.

Si chiama “Marconi” e verrà installato al Cineca, il più grande centro di calcolo italiano.

Si tratta di un supercomputer che, con una potenza di calcolo molto elevata, consentirà alla comunità scientifica di effettuare ricerche sulla medicina di precisione, la fisica fondamentale, i nuovi materiali, il cambiamento climatico, con l’obiettivo, tra l’altro, di non superare il limite di 3 megaWatt di assorbimento elettrico.

“Con questo piano – ha affermato il presidente Emilio Ferrari – il Cineca riconferma la propria missione istituzionale di infrastruttura digitale di eccellenza per il calcolo e i Big Data a disposizione della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica”.

Il supercomputer è co-designato dal Cineca sulla piattaforma NeXtScale di Lenovo e equipaggiato con la famiglia di processori Intel Xeon. Il piano complessivo, che si concluderà nel 2020, prevede un investimento di 50 milioni in due fasi. Fino all’anno prossimo si raggiungerà una potenza di calcolo di 20 Pflop/s e una memoria di 20 PetaByte. 

Dal 2019 comincerà la seconda fase per raggiungere i 50/60 Pflop al secondo.
“Mettendo a disposizione i più potenti sistemi di supercalcolo consentiremo ai ricercatori di affrontare le grandi sfide scientifiche e socioeconomiche del nostro tempo, dalla medicina di precisione al cambiamento climatico, dalla fisica fondamentale ai nuovi materiali. Supercalcolo e Big Data analitycs sono strumenti indispensabili per la scienza computazionale e data driven della ricerca nazionale e internazionale”, ha dichiarato Sanzio Bassini, Direttore del Dipartimento Supercalcolo e Innovazione del Cineca.
“Non possiamo che essere orgogliosi, sia come azienda sia come team italiano, di essere stati scelti da Cineca per un sistema di enorme rilevanza scientifica nazionale e internazionale” ha dichiarato Mirko Poggi, Amministratore Delegato di Lenovo Italia. “Riteniamo questa realizzazione particolarmente importante per riconfermare l’impegno di 

Lenovo come fornitore di soluzioni innovative per i Data Center” ha affermato Alessandro De Bartolo, Country Leader del Data Center Group (DCG), Lenovo Italia. “Siamo pronti a fare tutti i passi necessari per garantire la migliore prestazione computazionale ed energetica possibile dell’architettura che sarà realizzata in Cineca, a vantaggio della vasta comunità 

che se ne servirà” ha aggiunto Marco Briscolini, responsabile del segmento High Performance Computing in DCG, Lenovo Italia.

“Siamo entusiasti di offrire i vantaggi di Intel Scalable System Framework alla comunità del Cineca, costituita da ricercatori e data scientist d’eccellenza. L’architettura offre un design bilanciato necessario per affrontare le sfide estreme poste sia dall’High Performance Computing che dall’analisi dei big data”, ha dichiarato Carmine Stragapede, Direttore Generale di Intel Italia.

Il Cineca, il Consorzio interuniversitario per il calcolo con sede a Bologna, è costituto da 70 università, 5 enti pubblici di ricerca e il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca (Miur).

(fonti: Cineca, Ansa, Sole24ore, dmit.it)

giovedì 8 settembre 2016

Onde Gravitazionali: simulata per la prima volta collisione tra buchi neri.

Dopo quanto tempo la fusione tra due buchi neri supermassicci al centro di due galassie porta all’emissione di onde gravitazionali, come quelle captate per la prima volta nel settembre 2015 dalle Collaborazioni LIGO e VIRGO? Un team internazionale di scienziati dell’University of Zurich, dell’Institute of Space Technology di Islamabad, dell’University of Heidelberg e della Chinese Academy of Sciences ha provato a rispondere a questo quesito, simulando una collisione tra galassie.

In una ricerca pubblicata su The Astrophysical Journal, il team di studiosi, coordinato dall’University of Zurigo, ha calcolato che occorrono circa 10 milioni di anni dall’inizio dell’abbraccio fatale tra le due galassie, perché il fenomeno produca le increspature dello spazio-tempo previste un secolo fa dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein. Nel loro studio i ricercatori hanno simulato, attraverso l’uso di supercomputer, la collisione tra due galassie vecchie di 3 miliardi di anni, con al centro buchi neri di circa 100 milioni di masse solari.

"Il risultato è stato sorprendente - commenta Lucio Mayer, dell’Institute for Computational Science dell’University of Zurich -. La fusione tra i due buchi neri ha prodotto le prime onde gravitazionali dopo 10 milioni di anni, circa 100 volte più rapidamente, quindi, di quanto ipotizzato finora".

La simulazione ha richiesto più di un anno ed è stata condotta in Cina, a Zurigo, e ad Heidelberg. "I nostri calcoli - conclude Mayer - consentono di effettuare robuste previsioni sul tasso di fusione tra buchi neri supermassicci nei primi stadi di vita dell’universo". Secondo gli autori, lo studio potrebbe dare un prezioso contributo alla messa a punto della missione eLISA dell’ESA. Una missione che nei prossimi vent’anni consentirà agli scienziati di catturare le onde gravitazionali direttamente dallo spazio.

(fonti: Republica, ASI, The Astrophisical Journal)